In viaggio (mistico) al CERN di Ginevra, il luogo dove scienziati e studiosi di tutto il mondo studiano le particelle per capire l’origine dell’universo.
Il laboratorio dove dopo la seconda guerra si rinizio’ a guardare alla scienza come a uno spazio di pace.
La Atlas Control Room in cui ci accompagna il ricercatore del CERN Bilal Kinai, mostrandoci la stanzetta dove noi umani abbiamo scoperto il bosone di Higgs e lo abbiamo chiamato particella di Dio perché è stato quanto di più vicino all’origine di tutto potessimo immaginare di trovare (e quando è successo le paperelle appoggiate sopra i computer son state lanciate in aria e lo champagne aperto).
Il paese oltre i paesi in cui i nostri Maria e Giuseppe Fidecaro per sessant’anni hanno lavorato insieme dando i natali e la storia al sincrociclotrone (che è un oggetto dalla bellezza abbacinante).
Le scrivanie e i fogli su cui il web è stato scritto e inventato e senza di lui oggi non saremmo quelli che siamo.
Il CERN, al cui ingresso stava, fino a pochi anni fa, la statua di Shiva che distrugge e genera, perché da ogni fine comincia un nuovo inizio.
E io, da non scienziata e ragazza polpetta di quark, la chiamo speranza.



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