Nel weekend, bel bella e speranzosa, mi ero portata avanti col lavoro sperando di riuscir oggi a staccare un po’ prima per correre, seppur non con le compagne di sempre, alla pratica organizzata all’Arena di Milano in occasione dello Yoga day. Eppero’, per rendere un po’ più vivaci queste giornate così tranquilline, questa mattina la banca mi ha fatto una deliziosa sorpresa facendo, puff, scomparire i miei conti, ceduti a mia insaputa, dall’universo terraqueo “al momento proprio non sappiamo come aiutarla”… e così la giornata non è stata molto zen. Con infiniti Ohm (e qualche parola colorita che nonna Gianna senz’altro avrebbe approvato e apprezzato) sto forse riuscendo a raddrizzare un po’ le cose. Quindi, seppur da casa, questa sera mi sono collegata alla diretta dello Yoga Festival e sul mio tappetino ho seguito da remoto la pratica del protocollo stabilito dal Governo Indiano per la giornata internazionale dedicata a quelli dello “Yoga Chitta Vritti Nirodha”.
lunedì 21 giugno 2021
Yoga Day 2021
lunedì 12 ottobre 2020
Yoga Festival 2020
All’inizio avvicinarmi all’Oriente - impregnata di classici e di Grecia come sono, impregnata di sillogismi e di tutti gli uomini sono mortali e Socrate è un uomo e quindi Socrate è mortale - è stato per me un continuo mettere in discussione ogni cosa. È stato (ed è) un perenne dubitare e testare e studiare. Un perenne rimescolare, un perenne ricercare. All’Oriente però sempre torno attraverso i quanti, attraverso gli sgabelli di Rovelli che non ci sono però ci sono, attraverso le intuizioni di Capra e i canti orfici che di la’ facevano già tendere le orecchie e ancora attraverso il Libro Rosso di Jung e My Sweet Lord di George Harrison e la gran luce che fece quando andò via.
E poi all’Oriente torno con il corpo, torno con lo yoga che mi fa sentire dove scovare il mio respiro, in quale punto del piede, in quale dito della mano. Torno quando lascio che sia il corpo a dirmi verso quale orizzonte guardare e in che modo lasciarsi andare alle onde. Grazie a @drumayoga e allo YogaFestival (scrupolosamente, perfettamente, amorevolmente organizzato anche in periodo covid) per aver di nuovo connesso le due facce della medaglia con pratiche intense e lezioni bellissime. E grazie sempre a Helga Cavone che fa vibrare le cose. E a Riccardo Bianchi che prima di tutti ha capito che era tempo di avere un tappetino yoga tutto per me. #Yogafestival #yogaeklesa #taodellafisica #helgoland #carlorovelli #fritjofcapra #cristinabiogli #sergiobusi



