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mercoledì 1 gennaio 2025

Parco Terra Nostra, Azzorre

31 acri.

2000 alberi.

1300 specie botaniche tra quelle locali e quelle provenienti da America, Australia, Nuova Zelanda, Cina e Sudafrica.

600 specie di camelie.

Acqua termale tra i 36 e i 42 gradi.

I numeri non mi affascinano quasi mai, ma quelli del Parco di Terra Nostra rappresentano esattamente il capogiro che si prova nel perdersi in questo giardino immenso che mescola i verdi lucenti e tutti diversi di palme, bambù, querce, muschi e salici, l’arancione delle acque termali ricche di minerali, i rossastri di azalee, rododendri e camelie, i bruni dei tronchi. L’origine di tutto fu nel 1775 con Thomas Hickling, commerciante di Boston e console onorario degli Stati Uniti che sposò in seconde nozze una giovane di Philadelphia, Sarah Faulder, arrivata a Sao Miguel dopo un naufragio. Abbacinato dalla bellezza trascendente delle Azzorre, dopo la prima visita imposta dal padre, Hickling era infatti voluto tornare per creare qui il suo personale hermitage. Ma con una notarella molto poco usuale per l’epoca: che il giardino e le sue vasche (al tempo destinate a navigazione e pesca di piacere) fossero aperti a tutti. Non solo signorotti riccamente vestiti, insomma, ma anche contadini, popolani, allevatori di Furnas e dintorni. Le persone arrivarono a frotte. Molte più di quante Hickling si aspettasse. E questa notarella rimase in auge anche nei passaggi di proprietà successivi, perché il paradiso in terra che Hickling prima, i Visconti di Praia poi e la famiglia Bensaude dal Novecento a oggi contribuirono a realizzare e’ - pure ora - aperto a tutti. Noi lo abbiamo esplorato in una giornata di pioggia torrenziale. E -torrenzialmente- ci ha fatti innamorare.





martedì 31 dicembre 2024

Cattedrali gotiche, alle Azzorre

Quando sua moglie Maria Guilhermina si ammalò gravemente, il possidente azzorriano José do Canto si mise in testa di realizzare per lei qualcosa di memorabile. Siccome le sue passioni d’elezione erano due, la poesia e la botanica, e siccome aveva viaggiato parecchio sul continente e la liquidità certo non gli mancava, convocò l’architetto francese Andre’ Breton e gli chiese di costruire per Maria una chiesa neogotica che diventasse un domani luogo del di lei (e poi di lui) eterno riposo. Un luogo dalla poesia struggente, circondato da un giardino immenso affacciato sul lago di Furnas in cui il gusto gotico francese si fuse con le istanze micaelensi locali. La chiesa venne inaugurata nel 1888, un anno dopo la morte di Maria Guilhermina Taveira Brum da Silveira.

Nossa Senhora das Vitórias Chapel si staglia in uno scenario riservato, di una pace radicale, circondato da un parco che è una via di mezzo tra la giungla (o almeno la giungla che immagino), un orto botanico continentale, le ampie piantagioni americane e la costa scozzese. Il mondo in piccolo, tutto per lei.
Se non è amore questo!