Quella di oggi è stata una giornata di vento e sole e pioggia e nuvole. Insomma: una giornata squisitamente e integralmente irlandese. Lasciate le città, eccoci finalmente in natura. Abbiamo passeggiato nel tunnel naturale dei faggi secolari di Dark Hedges, ingresso spettacolare che nel Settecento James Stuart fece realizzare per la dimora costruita per sua moglie Grace. Ci siamo vanamente scontrati col vento a pochi chilometri dal ponte di Carrick a Rede, che era chiuso per ovvie ragioni. Abbiamo visto il mare con onde alte come case. Ci siamo spinti sul percorso impressionante e magnifico della Giant Causeway, il sentiero di rocce basaltiche a forma esagonale di 60 (dico 60) milioni di anni fa. Certe volte il vento e’ stato così forte da spingerci all’indietro senza alcuna fatica (sua) nonostante la resistenza massima (nostra). E così ci rifugiamo nella casa di stanotte più contenti che mai, perché quando la natura comanda tutto torna nel giusto ordine (poi quando dalla finestra si vede il mare che altro si potrebbe desiderare?).
lunedì 4 agosto 2025
Bobby Sands
Oggi pioveva ma il cielo era azzurro quando siamo passati a salutare Bobby Sands, morto nel maggio del 1981 durante lo sciopero della fame con cui denunciava le condizioni disumane delle carceri in Irlanda del Nord. L’ho conosciuto un po’ tardi, Bobby. A 20 anni, grossomodo, grazie a “Un giorno della mia vita”, universale economica Feltrinelli. Come molte delle cose che ho scoperto in quegli anni, sono stati i colleghi librai di via Manzoni a farmelo incontrare. E soprattutto me l’ha presentato la collega, amica e maestra Franca, con cui oggi -in qualche modo- son venuta a trovarlo.
domenica 3 agosto 2025
Belfast, o del bucare una gomma - essendo tremendamente fortunati
La lettura (e la scrittura) in Irlanda sono cose serissime
La lettura (e la scrittura) in Irlanda sono cose serissime. Ieri abbiamo visitato la maestosa e impressionante Old Library, che custodisce un patrimonio librario immenso su cui troneggia la gigantesca sfera terrestre che Luke Jerram ha realizzato con le scansioni di migliaia di fotografie della Nasa. Gaia, così si chiama l’installazione, dovrebbe essere un memento sui temi ambientali anche se in realtà pare dirti: “Nei libri trovi il mondo. Sappilo ascoltare”.
sabato 2 agosto 2025
Kilmainham Gaol o della libertà
Visitare luoghi dove sono accadute cose che stracciano l’aria nella gola - ma sai che devi andarci, soprattutto quando senti di non saperne abbastanza. Abbiamo percorso la prigione di Kilmainham Gaol con Jonathan, che è un uomo di una fisicità eccezionale: raccontano i suoi gesti, i suoi occhi chiari, il modo in cui -in punti che solo lui conosce- posa la giacca lunga. Qui a Kilmainham Gaol, ci ha spiegato, furono rinchiusi perché avevano rubato pane durante la grande carestia i mendicanti e i prigionieri destinati alla deportazione in Australia e Tanzania. E sempre qui furono incarcerati i bambini. Il più piccolo, hanno scoperto nei registri, si chiamava Thomas Roberts, era orfano e aveva tre anni (solo due meno della bimba che faceva parte del nostro gruppo di oggi, assieme ad altri due, uno dei quali si e’ attaccato a Jonathan per tutto il tempo e lo ha investito di domande). Qui sono stati rinchiusi e poi fucilati 14 ribelli del Lunedì di Pasquetta del 1916, il giorno in cui tutto ebbe inizio e in cui l’Irlanda giro’ la boa che la avrebbe portata alla sua libertà. Qui il poeta repubblicano Joseph Plunkett sposò la sua Grace prima di essere ucciso (poi fu arrestata di nuovo, Grace, e nella sua cella dipinse una Madonna con bambino). Qui vennero fucilati James Connolly (legato a una sedia perché le ferite riportate in battaglia non gli permettevano di stare in piedi), Patrick e William Pearse. Qui venne rinchiusa la contessa indipendentista Markiewicz, la prima donna ad esser eletta in Parlamento e una delle prime al mondo a ricoprire la carica di ministro. Kilmainham Gaol fu chiusa nel 1924 e cadde in abbandono. Ma negli anni Sessanta un gruppo di volontari pensò che non dovesse finire in quel modo. Penso’ che quella storia andasse conservata, andasse tramandata. Per raccogliere fondi iniziarono a offrire la prigione come set cinematografico: “Michael Collins”, “Un colpo all’italiana” e “Nel nome del padre” non se lo fecero ripetere due volte. A Kilmainham Gaol si è fatta e si fa la storia di Irlanda. E probabilmente si fa ancora ogni giorno. Anche grazie a persone che sanno raccontarla come la racconta Jonathan.























