Le leggende che abitano le Cliff of Moher potrebbero occupare un intero tomo della Treccani (e starci forse persino strette): comprendono sacrifici d’amore, streghe e spiriti marini, pecore smarrite, giovani trasformati in cigni, S. Patrizio (sempre e ovunque) e seducenti canti di sirene.
sabato 9 agosto 2025
Cliff of Moher o l'immensità
L'Irlanda e le ferite a vista
Ferite a vista.
venerdì 8 agosto 2025
Yeats o della mente poetica
Quando tre sere fa siamo arrivati a Sligo, prima di cenare siamo andati in pellegrinaggio alla tomba di Yeats e, subito dopo, a trovarlo in forma di statua, a pochi passi dal fiume. La scultura che lo rappresenta è ricoperta di lettere incise e sta a due passi dal centro di poesia (anzi di poetical mind) a lui dedicato. Un sacco di percorsi e strade qui parlano del poeta che come nessun altro canto’ l’Irlanda e potrei raccontarvi di come mi son commossa a vedere i suoi luoghi e a sentire quanto qui tutto quello che lui ha scritto ha un senso più genuino e terrigneo. Ma la cosa che più mi ha travolta è stata una signora bionda che, vedendoci lì con la statua, ci ha detto che lei è insegnante e poetessa perché quando cammina per le strade che lui ha percorso anche lei si sente ispirata. E insomma ci ha abbracciati forte (prima me e poi Ricky) recitando dei versi di Yeats. E poi è andata via ridendo e un po’ piangendo. Come avrebbe fatto lui alle pendici del suo Ben Bulben, il monte maestoso di qui che più belli di così e’ difficile trovarne.
Innamorarsi dele Aran Islands
Aran Islands.
giovedì 7 agosto 2025
Una casa in Irlanda
Tra le cose belle del viaggiare in Irlanda c’è la possibilità di dormire in case che trasudano vite di qui. Tra quelle emozionanti di questi giorni c’è una casa di pescatori, a pochi minuti da Downings, regina della pesca delle aringhe. Nella casetta bianca vista oceano dove siamo stati ospitati da Heather, i pescatori hanno dormito sino agli anni Novanta, catturando tonni enormi e adoperandosi contro i pericoli degli squali (testimonianze appese alle pareti della sala comune dove si fa colazione). Poco prima ci eravamo fermati in una grande casa vista oceano che l’attuale proprietario ha rilevato perché sua nonna Ellen “Nellie” Gray si era innamorata di questi luoghi e, dopo la luna di miele, ci era tornata periodicamente esplorando palmo a palmo la Causeway. Invece, non lontano da Sligo siamo stati accolti da Michael che con la sua famiglia (e la cagnona Juno) ha rilevato un’antica rimessa di carrozze non lontano dalla dimora della leggendaria Contessa Constance Markievitz, protagonista dell’indipendenza irlandese e del lunedì di Pasquetta del 1916.
Il giardiniere di Kylemore Abbey
Quando la casa del giardiniere di Kylemore Abbey e il suo regno, al netto di tutto, valgono mille volte la casa padronale tanto sono di una bellezza struggente.
Kylemore Abbey
Durante la luna di miele nel parco del Connemara il finanziere Mitchell Henry e sua moglie Margaret Vaughan si innamorarono di questi luoghi. Quel pic-nic del 1852 si trasformò in progetto e 13 anni dopo sul lago comparve un castello che oggi è la maestosa Kylemore Abbey con i suoi giardini perennemente in fiore dove i nove figli della coppia vissero le più incredibili delle avventure (tra leggende di cavalli bianchi che emergono dal lago e giganti locali che spostano montagne). Quando Margaret si ammalò e morì durante un viaggio in Egitto, Mitchell fece costruire anche una chiesa gotica in sua memoria (angeli al posto dei gargoyle, come sarebbe piaciuto a lei). Il castello passò poi ai Duchi di Manchester, che travolti dai debiti di gioco lo mandarono in malora. Poi però, in fuga dal Belgio durante la prima guerra mondiale, un gruppo di suore benedettine (le dame di Ypres) rilevarono la tenuta, si misero al lavoro -come impone la loro regola- e riportarono Kylemore al suo impressionante splendore trasformandolo anche in collegio. E’ un posto vividissimo, questo. Quasi quanto la leggendaria torta di mele delle suore che non abbiamo potuto non provare (e per Ric la crema a guarnizione era “come quella della mia nonna”. Dall’Irlanda alla Romagna, non penso ci sia altro da aggiungere).































